Tre 4000 in rapida successione. Ascensione iniziata alle 5.10 del 26 agosto
2010 dal Rifugio Città di Mantova (mt 3480). Dopo tre anni ho ritrovato Marco
Barmasse, personaggio di grande spessore, Guida con cui feci il Breithorn
Occidentale, mio primo 4000. Dal rifugio salita sul ghiacciaio del Lys,
raggiungimento dell´omonimo Colle quindi il Colle Gnifetti e la cresta
ghiacciata che conduce alla Punta Zumstein (mt 4563), terza vetta del Rosa, che
si raggiunge dopo aver superato un tratto finale con roccette di misto di primo
grado. Dalla Zumstein discesa e salita alla Punta Gnifetti (mt 4559), quarta
vetta del Rosa, con sosta alla Capanna Margherita, costruita sulla Punta e
rifugio più alto d´Europa. Una pausa ristoratrice e nuovamente giù. Raggiunta
la base della Ludwigshohe (mt 4342) salita alla vetta glaciale per cresta a
tratti piuttosto affilata. Conquistata la Ludwigshohe, ancora discesa
transitando ai piedi dallo sperone roccioso del Balmenhorn - Cristo delle Vette
(mt 4167), salito nel 2009, e ritorno al Città di Mantova. Dopo una sosta giù
sino all´impianto funiviario di Indren, aperto quest´anno, che si raggiunge
attraversando quel che resta dell´omonimo ghiacciaio, e consente di evitare lo
Stolemberg raggiungendo, comodamente, il Passo dei Salati (mt 2980) e quindi
Staffal (mt 1830) sopra Gressoney la Trinitè (mt 1635), punto di partenza. Con
questa meravigliosa esperienza i 4000 saliti dal sottoscritto diventano otto.
Un sogno nel cassetto, entrare un giorno nel Club dei 4000, il cui ingresso è
riservato agli alpinisti che abbiano scalato almeno 30 degli 82 4000 delle
Alpi. «E´ un traguardo che spero di centrare, ma la strada è lunga, molto
lunga. La passione per la montagna mi accompagna da sempre, sin da ragazzo.
Frequento la Valle d´Aosta da 35 anni, da quando bambino scopersi la
Valtournenche e che da quel lontano 1975 non ho più abbandonato. Vi torno ogni
anno, regolarmente, in estate, ad agosto alloggiando nell´ospitalissimo Hotel
al Caminetto della Famiglia Farina.
La passione per i 4000 è sempre stata lì,
presente, ma è esplosa piuttosto tardi. Solo nel 2007 ho affrontato la soglia
per la prima volta salendo il facile Breithorn Occidentale (mt 4165, n.d.r.)
con la guida di Valtournenche Marco Barmasse, un grande nome dell´alpinismo
nostrano, l´uomo che l´11 settembre del 1985 percorse, in solitaria, le quattro
creste del Cervino con salita da Furggen, discesa da Hornli, salita da Zmutt e
discesa dal Leone. Quell´esperienza fu un´iniezione di adrenalina pura, come se
le decine di tremila saliti in tanti anni di escursionismo, per quanto
bellissimi, fossero diventati piccoli. Così, ritagliando tempo nelle frenesia
della vita quotidiana, ho cercato di allenarmi per preparare altre salite. Nel
2009, ho avuto la fortuna di fare Gran Paradiso, Piramide Vincent, Balmenhorn
Cristo delle Vette (un quattromila che però fa parte dell´elenco delle sommità
minori, nonostante i suoi 4167 metri, n.d.r.) tutti con la Guida di Valpelline
Aldo Cambiolo. Quest´anno, infine, il Castore, sempre con la Guida Aldo
Cambiolo, la Punta Zumstein (mt 4563, n.d.r.), la Punta Gnifetti (mt 4559, n.d.
r.) e la Ludwigshoe (mt 4342, n.d.r.), nel massiccio del Monte Rosa, nuovamente
con la Guida di Valtournenche Marco Barmasse. Guardando avanti spero già nel
2011 di avvicinarmi a quota 15, ovvero a metà cammino per poter ambire all´
iscrizione al club dei 4000. La carta di identità non verdissima, anche se
ancora incoraggiante, mi costringe un po´ ad accelerare i tempi. So
perfettamente che diventerà sempre più complicato, anche perché esauriti i
4000, tra virgolette facili, le difficoltà tecniche cominceranno ad aumentare e
serviranno sempre più preparazione e determinazione». La sensazione che si
prova quando si arriva su una cima è unica, ma bisogna amare la montagna nella
sua essenza per comprenderne la portata. L´importante è fare tutto con umiltà
soprattutto quando si è un semplice e modesto appassionato come il
sottoscritto, affidandosi a professionisti della montagna per godersi un´
ascensione in sicurezza. Capita poi di incontrare anche grandi nomi. Due giorni
fa sulla Punta Gnifetti ho avuto l´enorme fortuna di conoscere Abele Blanc,
alpinista valdostano che ha scalato tredici (Everest, Lothse, Kangchendzonga,
Manaslu, Cho oyu, Shisha Pagma, Broad Peak, Gasherbrum 1 e 2, Makalu e K2 e
Nanga Parbat,Dhaulagiri) dei quattordici ottomila al mondo. Già gli ottomila,
la frontiera superiore. Il grande Confortola, nel suo splendido libro "Giorni
di Ghaccio", dice: «quando fai un ottomila scopri un mondo nuovo. D´altronde se
sali l´Everest e ti guardi intorno di una cosa sei certo: non c´è più nulla da
scalare....»